REQUIEM FOR PINOCCHIO
Di e con Simone Perinelli
con un estratto di "Emporium" di Marco Onofrio
Aiuto Regia e consulenza artistica Isabella Rotolo
Progetto grafico e foto di Guido Mencari

Un processo.

 

Il giudice: “Signor P, questa corte le attribuisce le accuse suddette e le domanda: come si dichiara l’imputato?”

 

Pinocchio: “Innocente, Vostro Onore! Ho poi... Avrei anche una richiesta: vorrei giustappunto tornare burattino!

Di conseguenza, Vostro Onore approfitterei dell’udienza per chiedere di tornar allo stato naturale delle cose, ché, senza offender nessuno voler, da essere umano proprio non mi trovo. Poiché da burattin mai nessuno mi disse che divenir bambin significasse  crescere diventare ometto, uomo, vecchio e poi morire. Ma la morte niente poi sarebbe, se non fosse che nel bel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai a dover lavorar per campare e la via della felicità s’è smarrita!

Quindi, a prescindere da quel che sarà la sentenza, vi dico che questo vostro viver si chiama sopravvivenza.

Preferisco faticar per uscir da una balena, che per esser libero un sol giorno a settimana, che non mi bastan 4 giorni al mese per vivere la vita, quindi la lascerei a voi questa fatica e non perché sia tipo da battere la fiacca, no, ma stavo meglio col cappio al collo che col nodo di cravatta. Se non dispiace a Vostro Onore tornerei alle mie peripezie, piuttosto il paese dei balocchi, ma non quello delle lotterie!

Quanto alle accuse, tutto iniziò così… C’era una volta… No! C’era una notte…"